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MIX FERROHUMATO HUMUS: Il concime organico di cui non sapevi di avere bisogno

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Pubblicato da Marcello Bellini srl in Amminoacidi · 30 Ottobre 2025
Tags: microelementiferroacidiumiciagricolturaagricolturabiologica

Introduzione

Nel corso del tempo, nei diversi areali di coltivazione, l’utilizzo di pratiche agronomiche non sostenibili, la monocoltura, le lavorazioni intensive, i diserbi, gli effetti delle piogge concentrate a carattere temporalesco e l’eccessivo utilizzo di fertilizzanti minerali non organizzati tramite piani di concimazione hanno portato al logorio dei suoli di coltivazione.
I fattori che portano al logorio del suolo sono principalmente due:
  • Perdita della struttura
  • Perdita della fertilità intrinseca

La struttura del suolo

Nell’intero profilo di suolo, i primi centimetri che vanno dall’interfaccia aria fino al livello massimo di sviluppo della radice prendono il nome di franco di coltivazione.
Questo strato è il più soggetto alla perdita della porosità. Ogni suolo presenta due tipi di pori:
  • Macropori, in cui è contenuta l’aria
  • Micropori, in cui è contenuta l’acqua
Quando questa condizione è rispettata, i suoli possono essere considerati in equilibrio e di buona struttura. In termini di apparato radicale, ciò garantisce sia una riserva idrica utile all’assorbimento, sia una riserva d’aria utile alla crescita radicale.
Viceversa, quando l’intera porosità del suolo è occupata dall’acqua, si crea una condizione di saturazione, dove l’apparato radicale non si sviluppa per mancanza di aria, generando asfissia radicale e compattazione del terreno. Questo fenomeno è spesso accentuato dal passaggio di mezzi agricoli su suoli bagnati.
È chiaro quindi che la formazione di questi strati impermeabili porta non solo alla destrutturazione del suolo, ma anche alla perdita della fertilità intrinseca, aggravata dall’eccessivo sfruttamento da parte della pianta.




Come migliorare la struttura e fertilità dei suoli?

Per affrontare questa problematica è necessario adottare pratiche agronomiche sostenibili, come:
  • Gestione irrigua ottimizzata tramite bilancio idrico
  • Riduzione delle lavorazioni che destrutturano il terreno
  • Utilizzo dell’inerbimento
  • Impiego di ammendanti organici come letame, leonarditi o acidi umici

Gli acidi umici

Gli acidi umici sono macromolecole organiche derivanti dalla decomposizione della materia organica nel suolo.
Essi migliorano la struttura e la fertilità attraverso:
  • Maggiore capacità di trattenimento dell’acqua
  • Attivazione dei nutrienti
  • Stimolazione della crescita radicale, fogliare e dei germogli
  • Aumento della resistenza agli stress climatici
  • Promozione dell’attività biologica del suolo, favorendo la microflora e la microfauna

Il MixFerroHumato Humus

Il MixFerroHumato Humus è un concime organico solubile a duplice funzione, capace di biostimolare e nutrire la pianta.
Agisce sia sul suolo (grazie agli acidi umici) sia sulla pianta (grazie ai microelementi presenti).


Dati tecnici e dosaggi

Il MixFerroHumato Humus è un concime organico a base di micronutrienti umati solubili in acqua.
  • Profilo umico: 40% di acidi umici bioattivi da leonardite
  • Dotazione nutritiva: 3,5% di Fe solfato integrato con Mn e Zn
Modalità d’uso:
  • Fertirrigazione: 15 kg/ha
  • Applicazione fogliare: 1,5 kg/ha in 1000 L di acqua
In caso di grave carenza di ferro, è consigliato un doppio intervento su suolo e pianta.


Le prove in campo

 
Le prove sono state svolte in agro di Latina su Actinidia chinensis var. chinensis (kiwi a polpa gialla) e A. chinensis var. deliciosa (kiwi a polpa verde).
Le piante mostravano carenze fogliari da ferro (clorosi).
Trattamento:
  • 15 kg/ha in fertirrigazione
  • 1,5 kg/ha per via fogliare
  • Ripetizione dopo 15 giorni solo fogliare
I rilievi visivi sono stati eseguiti prima e dopo i trattamenti.


Risultati

 
I risultati sugli impianti adulti
Le piante hanno mostrato un progressivo miglioramento della colorazione fogliare, passando dal giallo al verde intenso.
Il recupero è più rapido con doppia applicazione (suolo + fogliare), che garantisce una disponibilità più duratura di ferro nel terreno.

Un valido aiuto nel post-raccolta

La fase di post-raccolta è delicata perché la pianta accumula nutrienti per la stagione successiva.
Un trattamento con MixFerroHumato Humus in questa fase migliora:
  • Lo stoccaggio delle sostanze di riserva
  • La fertilità e struttura dei primi strati di terreno

L’esperienza sui nuovi impianti

Durante la messa a dimora dei nuovi impianti, la pianta può subire la cosiddetta crisi da trapianto.
Un supporto nutritivo mirato con MixFerroHumato Humus può ridurre il periodo di stress.
Protocollo testato:
3 interventi radicali a T0, T7 e T22 con dosi crescenti.
Nelle prime fasi post-trapianto (T0 e T7) si usa una dose ridotta per via fogliare, mentre al T22 si raddoppia la dose in fertirrigazione.
Il trattamento deve essere localizzato, adattando dosi e tempi alle caratteristiche del suolo e delle radici.

Conclusioni

Dalle esperienze in campo, il MixFerroHumato Humus si è dimostrato un concime organico con duplice funzione: nutriente e biostimolante.
Le sue caratteristiche lo rendono utile in diverse fasi del ciclo produttivo, dalla comparsa delle foglie al post-raccolta, e su piante giovani o adulte.
Grazie al contenuto di acidi umici (40%), migliora la struttura e la fertilità del suolo, favorendo lo sviluppo di microrganismi utili.
Tuttavia, l’utilizzo deve essere mirato e personalizzato, poiché dosi e tempi variano in base al tipo di suolo e di coltura.


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Strada Zì Maria 297 - 04100 Latina (LT)
P. IVA: 03009240593
CCIAA: LT216842

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