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Il pH Salt: il consorzio microbico PGPR che rigenera le radici e sostiene la vitalità dell’actinidia

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Il pH Salt: il consorzio microbico PGPR che rigenera le radici e sostiene la vitalità dell’actinidia

La salute dell’apparato radicale è uno dei fattori più determinanti per la produttività dei frutteti, in particolare dell’actinidia, una coltura nota per la sua elevata sensibilità agli stress idrici e ai fenomeni di marciume radicale. In questo contesto, l’impiego di consorzi microbici PGPR (Plant Growth Promoting Rhizobacteria) rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per favorire la rigenerazione delle radici e migliorare la resilienza delle piante.
Tra questi, il pH Salt si distingue per la sua elevata concentrazione microbica e per i risultati concreti ottenuti in campo.

1. L’apparato radicale dell’actinidia: caratteristiche e criticità

Le radici dell’actinidia svolgono funzioni essenziali di sostegno, accumulo delle riserve e assorbimento dei nutrienti. L’estensione radicale può raggiungere fino a tre volte la proiezione della chioma, dimostrando quanto l’equilibrio chioma–radice sia fondamentale per garantire produzioni elevate e costanti.

L’apparato radicale presenta una gerarchia strutturata:

Radici primarie: funzioni di ancoraggio e riserva (amidi, zuccheri, nutrienti).

Radici secondarie: diramazioni più sottili con funzione esplorativa.

Capillizio assorbente: radici superficiali responsabili dell’assorbimento di acqua ed elementi nutritivi.

L’actinidia: una pianta idroesigente

L’actinidia presenta il capillizio nei primi 25–30 cm di terreno, a seconda del tipo di portainnesto e delle caratteristiche pedologiche. Ciò la rende estremamente sensibile sia al ristagno idrico sia alla carenza di acqua.
Inoltre è soggetta a tre principali fasi di rinnovo radicale:

Prime due settimane di maggio (post-fioritura)

Fine giugno – inizio luglio (moltiplicazione e distensione cellulare dei frutti)

Settembre – ottobre (post raccolta)

Queste fasi possono variare in base al clima e alla cultivar.

2. I problemi radicali dell’actinidia

La distribuzione superficiale del capillizio rende le radici facilmente soggette a stress e danneggiamenti. Le cause principali includono:

Eccessi irrigui ? asfissia radicale e marciumi

Acqua con elevata salinità ? necrosi degli apici radicali

Lavorazioni eccessive o profonde del suolo ? rottura del capillizio

Compattazione ? ridotta ossigenazione del terreno

Queste condizioni alterano il rapporto chioma–radice e compromettono la fisiologia della pianta.

Sintomi sulla parte aerea

clorosi fogliare

ripiegamento dei margini e flessione dei piccioli

necrosi fogliari

ridotto germogliamento

scarsa produzione e frutti piccoli

Sintomi sull’apparato radicale

riduzione del capillizio

marcescenza e imbrunimento del rizoderma

perdita del colore rosato tipico della corteccia

lesioni e tagli radicali

Spesso i sintomi radicali non coincidono temporalmente con quelli visibili in chioma: la pianta può apparire sana fino a poche settimane prima della raccolta, quando la richiesta idrica aumenta e il sistema radicale compromesso non riesce più a sostenere frutti e vegetazione.

3. Prevenzione e gestione delle problematiche radicali

Per recuperare un apparato radicale compromesso è fondamentale intervenire su più fronti:

evitare lavorazioni invasive vicino al tronco

favorire l’inerbimento per aumentare porosità e ossigenazione

correggere la gestione dell’irrigazione evitando eccessi idrici

eseguire potature mirate per bilanciare chioma e radici

introdurre biostimolanti e microrganismi utili per stimolare la neoformazione radicale

Una volta ripristinate condizioni ottimali nel suolo, l’applicazione di promotori di crescita può accelerare la rigenerazione radicale e migliorare la funzionalità dell’apparato assorbente.

4. Il pH Salt: il consorzio microbico che rigenera le radici

pH Salt è un consorzio di microrganismi PGPR appartenenti al genere Rhizobacteria, autorizzato in agricoltura biologica e caratterizzato da una concentrazione di 10¹¹ UFC.
Agisce sostenendo la crescita della pianta sia in modo diretto che indiretto.

4.1 Azione diretta

biofertilizzazione

stimolazione della crescita radicale

produzione di fitormoni (auxine, gibberelline, citochinine)

aumento della tolleranza agli stress

rizodepurazione

4.2 Azione indiretta

riduzione della suscettibilità alle malattie radicali grazie all’attività antibiotica

induzione della resistenza sistemica della pianta

competizione con microrganismi patogeni nel suolo

4.3 Dosaggi consigliati

100 ml/ha in fertirrigazione

applicare da 2 a 3 interventi l’anno

preferibilmente nelle fasi di rinnovo radicale dell’actinidia

È fondamentale distribuire il prodotto su tutta la superficie esplorata dall’apparato radicale.

5. L’esperienza in campo: risultati concreti

Nel 2025 il pH Salt è stato testato in un frutteto di Actinidia chinensis in provincia di Latina.
La situazione iniziale presentava:

radici imbrunite e marcescenti

capillizio quasi assente

suolo asfittico e compattato

ristagni idrici persistenti

Gli interventi effettuati:

riduzione del 25% dei volumi irrigui

sospensione delle lavorazioni

applicazione di pH Salt in due interventi (T0–T15) a settembre

Risultati

Gli scavi eseguiti a inizio ottobre hanno evidenziato:

ripresa del capillizio radicale

nuove radici bianche e funzionali

regressione delle zone marcescenti

miglioramento del rapporto chioma–radice

Il trattamento ha mostrato maggiore efficacia quando associato a un terreno arieggiato, non saturo d’acqua e arricchito con ammendanti organici.

6. Conclusioni

Il pH Salt si conferma un valido alleato per il recupero degli apparati radicali compromessi e per il miglioramento generale della fisiologia dell’actinidia. Grazie all’elevata concentrazione di microrganismi e alla loro attività fitostimolante, il prodotto:

sostiene la rigenerazione delle radici

migliora la capacità di assorbimento

aumenta la resistenza agli stress

contribuisce al ripristino della funzionalità del suolo

Il suo impiego è particolarmente consigliato:

in frutteti con problemi di marciume radicale

nella fase di post-trapianto per favorire l’attecchimento

durante i periodi di rinnovo radicale della coltura

Il pH Salt rappresenta oggi una soluzione moderna, sostenibile e ad alta efficacia per la gestione della salute radicale e la valorizzazione produttiva dell’actinidia.


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