Marcello Bellini srl
Marcello Bellini srl
logo phone
logo mail
Marcello Bellini srl
Vai ai contenuti

Il fenomeno della stanchezza dei suoli

Marcello Bellini srl

Il fenomeno della stanchezza dei suoli

Riconoscere terreni stanchi e destrutturati, informazioni e consigli per migliorarlo


Il degrado del suolo è considerato una delle cause principali del ristagno, della riduzione e della crescita della produttività. Si riferisce ai processi, principalmente indotti dall'uomo, attraverso i quali il suolo subisce un declino qualitativo e diventa quindi meno adatto a uno scopo specifico, come la produzione agricola. Le cause principali del degrado del suolo sono l'erosione (causata dall'acqua o dal vento), la compattazione, salinizzazione, impoverimento dei nutrienti (dovuto al calo del contenuto di materia organica, alla lisciviazione, all'estrazione da parte delle radici delle piante senza un adeguato rimpiazzo), contaminazione e impermeabilizzazione del suolo (ad esempio a causa dell'urbanizzazione e della costruzione di strade). (Bindraban et al. 2012)

Il declino delle produzioni si manifesta in modi diversi, dallo scarso accrescimento delle piante ad una suscettibilità elevata a patogeni, parassiti e stress ambientali. Uno tra i primi sintomi è comunque solitamente osservabile a livello radicale ed è rappresentato dall’imbrunimento degli apici radicali e dalla successiva morte delle radici assorbenti.

La stanchezza del suolo è anche associata all’uso intensivo della monocoltura che tende a sottrarre al profilo di terreno sempre i medesimi elementi nutritivi andandoli a ridurre in maniera continua e importante. Le rotazioni colturali sono altamente consigliate per ridurre il fenomeno dell’erosione dei suoli, tuttavia non sempre sono attuabili, specialmente se si parla dei frutteti dove le piante permangono per diversi e più anni.

Nel caso dell’actinidia a seguito della moria i vecchi impianti stanno gradualmente venendo rimpiazzati da nuovi, partendo quindi con nuove piantine su terreni sfruttati ormai da anni. È stato dimostrato nel melo che la messa a dimora di nuove piantine su terreni sfruttati in precedenza da vecchi impianti provoca problemi di crescita delle giovani piante (Martin Thalheimer et al. 2013).

L’utilizzo delle buone pratiche agronomiche è uno dei punti principali per aiutare il recupero della fertilità e struttura dei suoli. La riduzione delle lavorazioni, consociazioni con cover crops, gestione dei volumi irrigui sono tutte ottime pratiche per il recupero della condizione di fertilità. A questo bisogna aggiungere il potere tampone di ogni suolo che gli consente di ritornare alle sue condizioni iniziali dopo una perturbazione del suo equilibrio. Tuttavia sono necessari a volte interventi di supporto al recovery di un terreno, come l’utilizzo di letamazioni, leonarditi, acidi umici che lavorano sul miglioramento della sostanza organica e della struttura così come l’applicazione microrganismi promotori del miglioramento del profilo nutrizionale.

Sulla base di questa premessa vi proponiamo un piano di recupero della stanchezza dei terreni su actinidia:

GranHumus: leonardite ad azione specifica con rapporto C/N = 30, prima della caduta delle foglie o prima della ripresa vegetativa. L’obiettivo è quello di sfruttare il suo lento scioglimento al fine di intervenire sul miglioramento della struttura del terreno e miglioramento della S.O, (1 kg/pianta).

pH Gold: associati alla leonardite, prima della caduta delle foglie o prima della ripresa vegetativa. Prodotto ad azione specifica di microrganismi rinnovatori del suolo e metabolizzatori di residui derivanti da prodotti chimici (100 ml/ha).

PowerHumato humus: acido umico, in pre-fioritura e in accrescimento veloce del frutto. Interviene a livello del suolo per aumentare la disponibilità della S.O. nel profilo del suolo, favorisce la radicazione e catalizza l’attività mirobica (20–30 L/ha).

pH salt: durante le fasi di radicazione, pre fioritura e accrescimento frutto lento. Promotore della crescita del capillizio radicale (100 ml/ha).

TiO solfato di Calcio: durante l'accrescimento frutto veloce e lento. Gesso liquido correttore del pH e dislocatore degli ioni Na?, con importanti effetti nei terreni con eccessi di salinità intrinseca derivante da acque irrigue di bassa qualità (20–20 L/ha).

A seconda delle possibili carenze individuate tramite analisi del suolo mirate potrebbero essere associati microrganismi mobilizzatori di macro elementi, N, P, K eleven alla dose di 100 ml/ha.


Marcello Bellini srl
Strada Zì Maria 297 - 04100 Latina (LT)
P. IVA: 03009240593
CCIAA: LT216842

Marcello Bellini srl - Strada Zì Maria 297 - 04100 Latina (LT)
Tel: 0773-86058 Cell: 335-8124017
e-mail: marcello@marcellobellini.com
P. IVA: 03009240593 - CCIAA: LT216842

Marcello Bellini srl
Strada Zì Maria 297 - 04100 Latina (LT)
P. IVA: 03009240593 - CCIAA: LT216842

Torna ai contenuti