Il fenomeno della stanchezza dei suoli
Pubblicato da Marcello Bellini srl in Terreni Stanchi · 9 Febbraio 2026
Tags: agricoltura, agricolturabiologica, microorganismi
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Il fenomeno della stanchezza dei suoli
Riconoscere terreni stanchi e destrutturati, informazioni e consigli per migliorarlo
Il degrado del suolo è considerato una delle cause principali del ristagno, della riduzione e della crescita della produttività. Si riferisce ai processi, principalmente indotti dall'uomo, attraverso i quali il suolo subisce un declino qualitativo e diventa quindi meno adatto a uno scopo specifico, come la produzione agricola. Le cause principali del degrado del suolo sono l'erosione (causata dall'acqua o dal vento), la compattazione, salinizzazione, impoverimento dei nutrienti (dovuto al calo del contenuto di materia organica, alla lisciviazione, all'estrazione da parte delle radici delle piante senza un adeguato rimpiazzo), contaminazione e impermeabilizzazione del suolo (ad esempio a causa dell'urbanizzazione e della costruzione di strade). (Bindraban et al. 2012)
Il declino delle produzioni si manifesta in modi diversi, dallo scarso accrescimento delle piante ad una suscettibilità elevata a patogeni, parassiti e stress ambientali. Uno tra i primi sintomi è comunque solitamente osservabile a livello radicale ed è rappresentato dall’imbrunimento degli apici radicali e dalla successiva morte delle radici assorbenti.
La stanchezza del suolo è anche associata all’uso intensivo della monocoltura che tende a sottrarre al profilo di terreno sempre i medesimi elementi nutritivi andandoli a ridurre in maniera continua e importante. Le rotazioni colturali sono altamente consigliate per ridurre il fenomeno dell’erosione dei suoli, tuttavia non sempre sono attuabili, specialmente se si parla dei frutteti dove le piante permangono per diversi e più anni.
Nel caso dell’actinidia a seguito della moria i vecchi impianti stanno gradualmente venendo rimpiazzati da nuovi, partendo quindi con nuove piantine su terreni sfruttati ormai da anni. È stato dimostrato nel melo che la messa a dimora di nuove piantine su terreni sfruttati in precedenza da vecchi impianti provoca problemi di crescita delle giovani piante (Martin Thalheimer et al. 2013).
L’utilizzo delle buone pratiche agronomiche è uno dei punti principali per aiutare il recupero della fertilità e struttura dei suoli. La riduzione delle lavorazioni, consociazioni con cover crops, gestione dei volumi irrigui sono tutte ottime pratiche per il recupero della condizione di fertilità. A questo bisogna aggiungere il potere tampone di ogni suolo che gli consente di ritornare alle sue condizioni iniziali dopo una perturbazione del suo equilibrio. Tuttavia sono necessari a volte interventi di supporto al recovery di un terreno, come l’utilizzo di letamazioni, leonarditi, acidi umici che lavorano sul miglioramento della sostanza organica e della struttura così come l’applicazione microrganismi promotori del miglioramento del profilo nutrizionale.
Sulla base di questa premessa vi proponiamo un piano di recupero della stanchezza dei terreni su actinidia:
GranHumus: leonardite ad azione specifica con rapporto C/N = 30, prima della caduta delle foglie o prima della ripresa vegetativa. L’obiettivo è quello di sfruttare il suo lento scioglimento al fine di intervenire sul miglioramento della struttura del terreno e miglioramento della S.O, (1 kg/pianta).
pH Gold: associati alla leonardite, prima della caduta delle foglie o prima della ripresa vegetativa. Prodotto ad azione specifica di microrganismi rinnovatori del suolo e metabolizzatori di residui derivanti da prodotti chimici (100 ml/ha).
PowerHumato humus: acido umico, in pre-fioritura e in accrescimento veloce del frutto. Interviene a livello del suolo per aumentare la disponibilità della S.O. nel profilo del suolo, favorisce la radicazione e catalizza l’attività mirobica (20–30 L/ha).
pH salt: durante le fasi di radicazione, pre fioritura e accrescimento frutto lento. Promotore della crescita del capillizio radicale (100 ml/ha).
TiO solfato di Calcio: durante l'accrescimento frutto veloce e lento. Gesso liquido correttore del pH e dislocatore degli ioni Na?, con importanti effetti nei terreni con eccessi di salinità intrinseca derivante da acque irrigue di bassa qualità (20–20 L/ha).
A seconda delle possibili carenze individuate tramite analisi del suolo mirate potrebbero essere associati microrganismi mobilizzatori di macro elementi, N, P, K eleven alla dose di 100 ml/ha.
